La nostra parte di responsabilità

@LucianoBellincampi

Metterci la faccia significa esporsi, dichiarare a tutti una promessa che nessuno ha chiesto, sentirti di dare senza necessariamente richiedere o sperare una contropartita; significa in poche parole assumersi di fronte alla pubblica opinione un impegno, o meglio una responsabilità. Metterci la faccia significa, “assumersi una responsabilità”.

Oggigiorno per molti che si candidano ad amministrare un comune (non per tutti) metterci la faccia significa stampare la propria faccia su un manifesto elettorale; spesso però, passata la festa gabbato il santo, quanto promesso passa in secondo ordine e si entra nella routine amministrativa. E,  nel caso non si riesca a dare le risposte agli impegni assunti , non si pensa che si possa mantenere la FACCIA, ASSUMENDOSI LE RESPONSABILITA’ e facendo  un passo indietro.

Purtroppo da ormai troppo tempo la politica ha perso contatto con le problematiche reali del paese, i partiti interpretano bene solo i loro interessi e la conseguenza naturale di questo andazzo, ormai consolidato, ha fatto perdere “Fiducia” ai cittadini nei confronti della politica, i cittadini, però,  devono riflettere, il nostro futuro è nelle mani della politica.

Lamentarsi,  anche se è giusto, non produce cambiamento, lanciare frasi ad effetto, dire “siete tutti uguali, tanto non cambierà mai niente”, “vanno lì solo per rubare”, cari  cittadini, concittadini,  popolo d’Italia, non aiuta a risolvere i problemi.

Ognuno si assuma le proprie responsabilità per il tempo passato, ma è ancora più importante che le assuma per il futuro, perché compito del popolo è vigilare, controllare e CAMBIARE trovando la soluzione giusta.

Tutto questo per introdurre l’argomento centrale di questa mia riflessione:  “assumersi la responsabilità”.

Il concetto di responsabilità ha diverse valenze, le riflessioni che seguono sono da considerarsi trasversali e non legate ad un singolo contesto.

Il termine responsabilità deriva dal latino respònsus, participio passato del verbo respòndere, rispondere, cioè, in un significato filosofico generale, impegnarsi a rispondere, a qualcuno o a sé stessi, delle proprie azioni e delle conseguenze che ne derivano (Wikipedia).

Respons-abilità”, abilità di dare risposte, rispondere all’impegno assunto, questo è il compito di chi riceve una delega; il nostro – il dovere di noi che deleghiamo – è, invece, di pretendere risposte da colui cui è stata affidata una delega,  nostro è il dovere di controllare , ma soprattutto nostra è la responsabilità di CAMBIARE. Il non cambiare quando le cose non vanno, accettare di stare sempre nella nostra area di comfort, non volere problemi, non discutere per non correre il rischio di inimicarmi tizio o caio,  tutto questo è  IRRESPONSABILITA’.

IL CITTADINO E’  sovrano solo se esercita i suoi diritti, insieme a tutta la comunità, insieme con gli altri: restarsene da soli , non essere uniti ci rende  sudditi.

Quello che ci accade è a causa dei nostri comportamenti, i cui effetti sono la risultante delle nostre decisioni e del nostro disinteresse nei confronti di ciò che ci gira intorno.

La responsabilità è la capacità di rispondere in modo abile e appropriato agli impegni inderogabili, distinguendo quello che va fatto e quello che va evitato.    Non viviamo da soli su un’ isola deserta, questo significa che dobbiamo prendere atto che il risultato del nostro operare, che significa a volte benessere ma a volte comporta problemi, dipende soprattutto dal funzionamento dell’intera comunità, più precisamente, il nostro bene si trova in grandissima parte nelle mani di chi ci governa. Pagare, pagare, e non avere i servizi, significa  togliere a noi e ai nostri figli subendo un atto di prepotenza, per essere più chiari “è un pizzo”.

L’imposizione fiscale e il costo dei disservizi, da noi i più alti del mondo, determina una contropartita in benessere uguale a zero, sanità uguale a zero, sicurezza personale uguale a zero, infrastrutture uguale a zero, lavoro meno che zero, e  siamo arrivati fino al punto che PAGHIAMO L’ACQUA. Potrei continuare l’elenco all’infinito e non incontrerei nemmeno un servizio al quale dare un voto di sufficienza.

Qualcuno mi può dire perché sopportare questi ripetuti atti di ingiustizia , prepotenza, sopruso?.

Tutto ciò succede, però, PERCHE’ C’E’ CHI VOTA ANCORA, A LIVELLO COMUNALE, REGIONALE, NAZIONALE, PER COLORO I QUALI HANNO DIMOSTRATO INCAPACITA’ DI AFFRONTARE I PROBLEMI E RISOLVERLI? O non è così)
La soluzione? Ognuno di noi deve assumersi la sua parte di responsabilità, ogni cittadino deve capire che bisogna “Cambiare”, ciascuno scelga come, il quando è già stabilito dai fatti: ORA.

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