Il piano di protezione civile comunale

Informazione e partecipazione dei cittadini, insieme con la collaborazione tra associazioni di volontari e comune, sono i punti centrali di una programmazione cittadina per fronteggiare ogni tipo di emergenza. Bisogna ricordare che, in caso di calamità naturali ma anche in ogni condizione di disagio, le più esposte sono proprio le persone più deboli.  Un’esercitazione di protezione civile a Frosinone, presso lo stadio Casaleno, i prossimi 12 e 13 marzo. 

@PatriziaCapitanelli

“Un paese è sano e sicuro quando ha le risorse e l’organizzazione per gestire situazioni di Emergenza”: questo potrebbe essere il riassunto di ciò che dirò in seguito, descrivendo come Alatri e i suoi cittadini si potranno sentire e saranno più sicuri se saranno informati, se sapranno come comportarsi e a chi rivolgersi nelle emergenze

Un’emergenza è un evento improvviso, spesso non prevedibile, che può generare danni alle strutture, alle case, danni fisici alle persone e disagi alla popolazione. Parliamo di terremoti, alluvioni, crolli, neve, maremoti, frane, ma anche grandi eventi come concerti, competizioni  sportive, grandi manifestazioni, in cui viene coinvolto un numero notevole di persone e dove si possono perciò generare grandi danni.

Saper gestire un’emergenza significa fare in modo che la popolazione subisca il minor disagio possible, i danni siano limitati, se non annullati, ma soprattutto  vuol dire risolvere e gestire in fretta le necessità della popolazione e questo è possibile solo con uno studio sulla previsione degli eventi, la pianificazione degli interventi, la coordinazione degli aiuti e la risoluzione del problema.

Non sto esponendo una teoria filosofica, ma i punti essenziali di una strategia di Protezione Civile, che ogni comune deve predisporre, aggiornare, gestire e mettere in pratica ogni volta che se ne creino le condizioni. Avere un Piano di Emergenza Comunale è un obbligo di legge perchè la popolazione deve essere difesa e protetta, poterlo mettere in pratica significa conoscere bene il proprio territorio e collaborare con le forze umane e i mezzi  a disposizione.

Tutto ciò è diventato più urgente e necessario negli ultimi decenni, perché le variazioni climatiche, l’inquinamento e l’urbanizzazione incontrollata hanno portato ad un’alterazione della struttura del nostro territorio a livello mondiale con conseguente generazione di eventi improvvisi, devastanti e dannosi. Basta pensare agli ultimi maremoti e alle onde anomale che hanno avuto ripercussioni planetarie.

Torniamo ad Alatri, ricordiamo la nevicata del 2012 che ha messo in ginocchio il paese, ha bloccato le principali vie di percorrenza, ha isolato la campagna, ha reso impossibile comunicare e sostenere le famiglie più in periferia del territorio comunale ma soprattutto ha reso quasi impossibile l’assistenza sanitaria di emergenza. Parliamo dei dializzati, cardiopatici, malati oncologici, bambini che hanno bisogno di cure immediate e giornaliere, tutte persone queste che non possono aspettare che si ristabilisca la normalità! Dico “quasi” perché fortunatamente esistono le Associazioni di volontariato che si mettono sempre a disposizione dell’organizzazione comunale e del 118 ed offrono la loro competenza e professionalità in ogni momento. E qui è fondamentale la collaborazione  tra le istituzioni e le forze esistenti sul territorio, come Associazione per l’assistenza sanitaria, logistica, mezzi pesanti, assistenza sociale, ecc., ognuno per le proprie competenze.

Un paese è sicuro quando esiste un Piano di Emergenza specifico per il territorio comunale, aggiornato e specifico per ogni evento e soprattutto con la collaborazione con le forze disponibili. Per avere un buon piano di Emergenza, oltre alle disposizioni di legge, è necessario contattare e coinvolgere le Associazioni presenti sul territorio, che spesso oltre a competenza e professionalità nello specifico, possono contare su tante persone che offrono la loro opera come volontari, sempre disponibili e sempre pronti. Una buona pianificazione sugli interventi e compiti permetterebbe di azionare la macchina dei soccorsi in pochi minuti, ognuno secondo il proprio incarico, senza intralciarsi e con un coordinamento congiunto tra le varie forze; la popolazione avrebbe così una risposta, da parte delle istituzioni, quasi immediata evitando perdite di vite umane e strutture per  ritardi negli interventi. Si arriva a questo risultato con una formazione congiunta tra le varie forze in modo da “parlare” la stessa lingua e soprattutto relazionarsi e interagire in modo democratico e produttivo. Il massimo del risultato si avrebbe se anche la popolazione fosse informata e sapesse come comportarsi, cosa fare e a chi rivolgersi nei momenti di bisogno. Questa informazione spetta al Comune divulgarla tra la popolazione, informarla e formarla per gli atteggiamenti da tenere e le misure di sicurezza da adottare, in particolar modo nelle scuole. Informare e formare gli studenti fin da piccoli, anche con esercitazioni, in modo da far crescere la capacità della difesa personale e collettiva, indispensabile per la sopravvivenza, evitando panico, azioni inconsulte e danni, sia pure involontari, alla collettività.

“Alatri in comune” si propone di prendere in considerazione un argomento così importante che va oltre tutti gli interessi che possano essere politici, economici, logistici ecc. La prima cosa a cui pensare è la salute e il benessere dei cittadini e lo possiamo realizzare solo lavorando insieme: Amministrazione, professionisti, associazioni e cittadini, per arrivare ad un risultato positivo per tutti e facile da realizzare. La formazione è importante tanto quanto l’informazione. I cittadini devono conoscere ed essere chiamati a  collaborare sia nella stesura sia nella realizzazione di un Piano di Emergenza Comunale.

Per farci un idea di questo argomento il 12 e 13 marzo a Frosinone, presso lo stadio Casaleno, si svolgerà  un’esercitazione di Protezione Civile denominata “RELEASE 2015” in misura reale, cioè con attrezzature reali tra la popolazione. Potrà essere visitata dal pubblico che potrà così rendersi conto, seppure in modo figurativo, dell’azione della macchina dei soccorsi, che – come sarà facile constatare – non è affatto semplice.

 

 

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