Appunti su un’agricoltura sociale per la rinascita ed il rinnovamento

L’agricoltura sociale, attenta alle colture tipiche delle nostre zone, può diventare un forte fattore di sviluppo. Ma deve essere accompagnata da azioni coordinate, per creare un contesto che la valorizzi. Prime idee per un progetto che cambi le cose.

@MariaVittoriaScrocchia, RenatoPavia, GiancarloTagliaferri

Ci piace pensare ad Alatri come ad una città-campagna, con i suoi quasi 98 chilometri quadrati di superficie, di cui solo 3 centro storico, il restante campagna urbanizzata e patrimonio demaniale boschivo, adibito a pascolo o coltivabile.Un territorio vasto e ricco di risorse   che rischiano il decadimento e l’estinzione, come ampiamente documentato dall’incontro, tenuto nella sede di Alatri In Comune, del 15 febbraio in cui sono state illustrate le numerose risorse vegetali ed animali tipiche di Alatri e della Ciociaria ed i prodotti  derivanti, conosciuti ed apprezzati tuttavia limitatamente al solo ambito territoriale. Particolarmente rilevante la coltivazione dell’olivo, che richiederebbe un’attenzione ed una valorizzazione più estesa ed adeguata sia delle tecniche di coltivazione che del prodotto finale: l’olio.

La valorizzazione di tali risorse potrebbe far rinascere non solo la campagna, ma anche il centro storico, con attività artigianali e di mercato correlate. Un ruolo fondamentale hanno l’informazione e la formazione dei giovani nelle scuole  oltre che degli agricoltori ed allevatori addetti ai lavori , che vanno potenziate: la scuola ed il mondo del lavoro potrebbero avvicinarsi di più ed in modo proficuo con reciproco vantaggio. L’intento è di creare un’occasione di lavoro ( pensiamo ai 2500 disoccupati in Alatri), ma anche di crescita personale e sociale, oltre che economica . Relativamente  a quest’ultima sarà opportuno studiare una strategia di marketing territoriale: perché non pensare, per esempio, ad una consociazione con i comuni vicini connotata da un marchio caratteristico ed inclusivo? Sarebbe auspicabile, infine, il coinvolgimento di artisti per curare l’immagine, la promozione di prodotti, eventi ed in generale il senso del bello relativamente alla realtà ambientale.

Le linee programmatiche operative da seguire le possiamo inizialmente indicare in alcuni punti :

  1. Individuazione e censimento dei terreni demaniali incolti o scarsamente utilizzati  da assegnare, secondo una regolamentazione, a singoli, gruppi o associazioni  e da adibire ad uso agricolo e/o di allevamento di specie vegetali ed animali tipiche del territorio ed in via di estinzione.Vorremmo menzionare un possibile utilizzo di tali terreni come orti/giardini condivisi nonché come campi dimostrativi a scopo didattico, sensibilizzando, oltre alle scuole, associazioni e agriturismi, rivolti a tutte le età e utili per produrre sussistenza, socialità, conservazione di specie locali.
  2. Supporto informativo, formativo, tecnico ed eventualmente economico, soprattutto per l’accesso alle azioni previste dai piani di sviluppo rurale (PSR) della regione Lazio per allevamenti, coltivazioni e trasformazioni dei prodotti primari ed in particolare relativamente a specie vegetali ed animali che rischiano di scomparire .Andrebbero supportate anche idee, proposte per la formazione di micro-imprese agricole (predisposizione di specifici business plan : ad esempio l’allevamento di lumache).
  3. Espansione e potenziamento del mercato settimanale del martedì e di quello mensile nel centro storico, ovvero istituzione di un mercatino specifico di prodotti tipici locali, dalle verdure ( penso ad esempio al broccoletto di Alatri) ai prodotti di trasformazione, sempre nel centro storico. Contestualmente conoscenza e sensibilizzazione delle risorse e dei prodotti locali con dépliants, ma anche diffusione su organi divulgativi locali ( quotidiani, periodici, tv…) Ed ancora
  4. Studio della commercializzazione dei prodotti. Un’indicazione può essere quella di   considerare più prodotti contemporaneamente.
  5. Organizzazione di mostre fotografiche, pittoriche e pomologiche con la collaborazione delle scuole e delle associazioni culturali presenti nel territorio.
  6. Per ultimo, ma non ultimo, creazione di una rete di informazione internet sulle varie proposte, problematiche, interrogativi,  eccetera . A tal fine si potrebbe utilizzare il sito del Comune.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A cura di Maria Vittoria Scrocchia, Renato Pavia, Giancarlo Tagliaferri

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