Divorzio da Equitalia, ma senza cancellare il passato

@discorsoincomune.com

Finalmente una buona notizia dal comune. L’annunciata disdetta della convenzione con Equitalia per la riscossione dei tributi locali è una decisione saggia, che tiene conto delle proteste dei cittadini e, nello stesso tempo, rappresenta una netta e negativa valutazione su come il compito è stato esercitato finora.

È stato rilevato, nel consiglio comunale che si è occupato della questione, che adesso occorre fare in modo che la prossima gestione sia più vantaggiosa per il comune e i cittadini. E noi ci auguriamo che siano stati ben valutati i costi sia della separazione da Equitalia sia dell’avvio di una gestione diretta, in modo da evitare che un beneficio potenziale si risolva, al contrario, in un danno. Per questa ragione, come cittadini, vorremmo conoscere meglio l’analisi (o la simulazione) che è stata effettuata dagli uffici comunali per misurare costi (soprattutto organizzativi) e benefici che si attendono; allo stato attuale non ci risulta che dati di questo tipo siano stati resi pubblici e, se ci sono, è bene invece che lo siano.

Il rapporto con Equitalia non può risolversi, però, con la semplice cessazione del rapporto. Il comune deve chiedere alla società il rendiconto esatto di come sia stato esercitato il delicato ruolo che ad essa è stato affidato. Si tratta di capire, infatti, se le gravi falle nella riscossione delle tasse comunali, lamentate dagli stessi amministratori di oggi, siano addebitabili, e in che proporzione, all’esattore, alle sue inefficienze, e, come spesso è risultato, alla sua inutile protervia che impedendo qualsiasi rapporto di fiducia con il cittadino ha indotto comportamenti “di difesa”, elusivi e omissivi.

Qualche anno fa, venne avviata dal comune una contestazione sulle troppe approssimazioni rilevate nella gestione delle cartelle esattoriali, si chiesero chiarimenti sugli errori che conducevano alla mancata riscossione del dovuto, spesso accompagnata dalla pretesa di quanto non dovuto. Non sappiamo se quell’iniziativa abbia avuto seguito, se sia stata lasciata cadere o abbia prodotto spiegazioni sulle situazioni segnalate. Chiediamo chiarezza su questo e ci auguriamo che le dovute contestazioni siano state effettuate, dal comune, tutte puntualmente, perché ad essere in gioco non è solo una questione di rispetto delle norme contrattuali. In ballo ci sono somme rilevanti (diversi milioni di euro) che, se risultassero mancanti (come mancano) alle casse comunali per errori e inefficienze di Equitalia, dovranno essere risarcite al comune da Equitalia stessa. Insomma, il divorzio tra comune di Alatri ed Equitalia non può risolversi in un bonario e gratuito “chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto”, deve avere un costo per la parte colpevole. Sennò che divorzio è?

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