Mense scolastiche ad Alatri. Una questione di salute, ma anche di democrazia

 

@AndreaMelone

Chi amministrerà la città nei prossimi anni farà bene se si preoccuperà di adeguare l’offerta delle mense scolastiche alla soglia di civile normalità dalla quale, al momento, distiamo.

Le persone che abbiano deciso di crescere i propri figli seguendo un’alimentazione vegetariana o vegana andrebbero incontro a difficoltà, se permanesse l’attuale orientamento, nonostante la personale gentilezza degli operatori.

Chiedere semplicemente di escludere la carne dalla mensa scolastica per il proprio figlio può indurre a sostituirla con latticini e uova, col risultato di sovraccaricare la dieta di grassi saturi e colesterolo (e tacere è bene sul resto), mancando di gran lunga l’obiettivo della completezza nutrizionale.

Occorre, invece, una proposta alimentare alternativa, elaborata e scientificamente valida, come esiste da anni non solo nei luoghi più civili d’Europa, ma anche in molte città d’Italia, per esempio Genova, Milano, Pavia, Bologna, Novara.

Questa opzione, credo, incontri e incarni lo spirito degli articoli 32 (sul diritto alla salute), 3 (sulla non discriminazione), 2 e 21 (sul rispetto delle opinioni e delle scelte dei singoli) della Costituzione repubblicana.

L’opportunità di prevedere menù alternativi è, inoltre, suggerita dalle Linee di indirizzo Nazionale per la Ristorazione Scolastica proposta dal Ministero della Salute che, a pag. 22, recita testualmente: “Vanno assicurate anche adeguate sostituzioni alimentari correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori”.

Aggiungo che anche l’offerta onnivora nelle mense scolastiche cittadine appare ai miei occhi assai migliorabile. Un solo argomento tra vari: non sarà forse da accogliere l’indicazione dell’OMS sulla provata cancerogenicità della carne di mammifero e delle carni lavorate e conservate? Il documento dell’OMS non contempla indicazione di assunzione minima (sotto la quale si è al sicuro, per chiarezza), ma afferma che appena 50 grammi al giorno di questi alimenti aumentano del 18% il rischio di contrarre il cancro. Per quel che so, le mense continuano a somministrare polpette e prosciutto (d’altra parte legalmente, vacando direttiva ministeriale in proposito).

 

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