Un progetto civico per cambiare Alatri

Pubblichiamo il testo integrale dell’intervista al “Messaggero” del nostro candidato sindaco Tarcisio Tarquini. La giornalista che ha realizzato l’intervista è Annalisa Maggi.

Cosa unisce “Alatri in Comune” a “Prospettiva Futura” e “Patto Civico” nel sostenere la sua candidatura a sindaco?

Ci unisce la convinzione che solo un cambiamento radicale nella guida amministrativa del comune, nei programmi e nelle persone, potrà arrestare il declino della nostra città. Alatri deve tornare a credere in se stessa, nelle sue capacità, nella sua inventiva, nella sua storia e nel suo futuro. Deve offrire ai giovani occasioni di formazione e lavoro, deve essere generosa con tutti i suoi cittadini. Per riuscirci deve liberare le sue energie che oggi il sistema dei partiti locale imprigiona e avvilisce. Ecco la ragione del nostro “progetto civico”, che non ha padroni occulti e risponde solo all’interesse di chi vive, lavora, studia e vuole continuare a farlo, da noi. E di chi è stato costretto ad allontanarsene e vuole tornare.

Di cosa hanno veramente bisogno, secondo voi, i cittadini di Alatri in questo momento?

L’elenco sarebbe lungo, ma se dovessi sintetizzare direi che hanno bisogno soprattutto di tornare a credere in se stessi e nella possibilità di cambiare le cose. Non inseguendo dei sogni, che pure aiutano a pensare il cambiamento, ma attuando da noi quanto si è già realizzato con successo altrove. Ed aggiungendo a questo la nostra iniziativa e i nostri progetti, finora scoraggiati dal comune che, come ho detto più volte, è una fabbrica di no, piuttosto che uno stimolatore delle energie dei cittadini. Alatri ha bisogno di ritrovare una visione di ciò che sarà nel prossimo decennio e non deve più avere governi che, privi di questa visione, non sanno nemmeno provvedere all’ordinario.

Ci indichi almeno tre priorità del vostro programma elettorale.

Le elenco, ma sono tutte di pari urgenza. Prima, la riforma della macchina amministrativa, perché abbiamo bisogno di un comune che metta al centro il cittadino e crei valore e attività in modo da non essere  solo un esattore che assorbe risorse. Penso, per esempio, all’istituzione di servizi di accompagnamento in favore di chi ha idee da proporre e realizzare e allo sviluppo di attività economiche create direttamente dal comune con l’investimento sul suo patrimonio demaniale.  Seconda, una nuova pianificazione urbanistica che aiuterà lo sviluppo e la riqualificazione del territorio, con il recupero delle abitazioni e delle funzioni del centro storico e la ricucitura comunitaria dei quartieri e dei centri abitati, oggi privi di luoghi di incontro e servizi, e spesso malsicuri per una viabilità illogica. Questo passaggio servirà anche per dare corpo ai progetti di creazione di marchi di qualità dei nostri prodotti, che sarebbero semplicemente impossibili se non venisse avviata un’azione di recupero e bonifica territoriale. Terza, un piano di servizi per i giovani, la cui opera esemplare sarà rappresentata da uno spazio pubblico di coworking, dotato dei più avanzati supporti tecnologici, per facilitare l’avvio di nuove attività professionali. Detto questo, prevedo anche che le vere priorità, non solo riguardanti Alatri, continueranno ad essere la sanità da far tornare “vicina” ed “amica” e l’acqua da restituire alla comunità.

L’enorme patrimonio architettonico, artistico e culturale di Alatri come può essere utilizzato per il rilancio della città?

Può essere utilizzato, semplicemente riconoscendone il valore e utilizzandolo. Oggi mi pare se ne abbia persino fastidio. L’acropoli e la  struttura urbana del nostro centro, segnata dal Palazzo Gottifredo e dal Conti Gentili, la Grangia di Tecchiena e la badia di San Sebastiano, la zona archeologica di Pelonga e le nostre aree naturali degli Ernici:  ciascuna di queste realtà è una risorsa intorno alla quale sviluppare attività, lavori, proposte. Abbiamo veri e propri piccoli giacimenti di petrolio che attendono un progetto complessivo che li renda generatori di ricchezza per tutti. Sono anni che sentiamo decantare la nostra cultura, le nostre ricchezze artistiche, i nostri beni naturali senza fare un passo in avanti. È ora di muoversi seriamente, di lavorare con dedizione, troppi dilettanti si sono avvicendati nel governo della città, mossi da interessi minimi e piccoli tornaconti. Adesso basta.

Il turismo può dare futuro ai giovani?

Il turismo è da per tutto fonte di reddito e investimento per il futuro. Anche in questo caso, da noi, se ne parla da sempre e si realizza poco o nulla. Se ci mettiamo venti anni per costruire un parcheggio a servizio del centro storico, se non abbiamo un albergo, se i nostri pregevoli “bed and breakfast” vivacchiano, se siamo invisibili sui portali turistici e non siamo stati capaci di farcene uno nostro, se i pellegrini, in crescita, del cammino di San Benedetto non mettono Alatri tra le loro méte di sosta, tutto ciò dovrebbe costituire un problema su cui riflettere e, nello stesso tempo, uno stimolo all’azione. E, invece, così non è. In questi mesi abbiamo lanciato tante idee, da “Alatri città degli studi” all’”Emporio Alatri” all’albergo diffuso, anche questo evocato e mai realizzato. Noi sappiamo come fare, non vediamo l’ora di metterci all’opera per farlo.

Che ruolo ha la questione morale, secondo voi, in questa tornata elettorale?

La questione morale più grande è anche una questione politica, quella dell’uso improprio del bene pubblico per finalità di parte. Accade ogni volta che si promettono cose che non sono nella disponibilità privata, come benefici, sussidi, posti di lavoro pubblico e si incoraggiano, o tollerano, così abusi d’ogni tipo. Ho già denunciato alcune di queste situazioni e lo farò ancora, perché rivendico il rispetto dei cittadini che non sono né sudditi né clienti. Sento che questo è un mio dovere, soprattutto nei confronti dei più giovani, che non debbono essere espropriati, per colpa di quattro mestieranti privi di scrupoli, di un’idea nobile della politica e della possibilità di costruirsi un futuro senza i condizionamenti di nessuno.

Potete già indicare i nomi dei futuri assessori?

Con i gruppi che accompagnano il mio impegno elettorale non ho pattuito nulla e li ringrazio perciò della fiducia che mi hanno accordato. Deciderò sulla squadra di governo un attimo dopo la mia elezione, tenendo conto di competenza e rappresentatività. Non dovrò mediare, come potrebbe toccare ad altri, tra le richieste di una pletora di liste che forse possono procurare qualche voto in più ma sono anche una mina sempre innescata contro il buon governo della città. Questa è anche la ragione della decisione di cercare alleanze solo con quanti condividono, senza riserve, la nostra sfida di cambiamento.

 

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