I buchi del bilancio comunale e quelli dell’opposizione

 

@TarcisioTarquini

Il documento con cui il gruppo di Forza Italia analizza la situazione del bilancio del comune di Alatri e pone pesanti interrogativi sulla sua gestibilità a brevissimo termine non può restare senza una puntale e argomentata risposta da parte dell’amministrazione comunale.

Scelga il sindaco se intervenire direttamente o se delegare, a farlo, l’assessore preposto, ma come cittadini ci aspettiamo risposte e non battute polemiche, quali quelle finora arrivate dalla giunta e dalla maggioranza ogni qual volta si sia toccato il tasto della stabilità o meno dei conti comunali.

Le affermazioni di Forza Italia, ripeto, sono gravi e, all’apparenza, approfondite. Già analoghe contestazioni erano state espresse dal Movimento 5 Stelle (sulla base di una lettura di dati più generali e sintetici estratti da uno studio condotto da un importante istituto di ricerca) e dall’assessore dimissionario Vincenzo Galione che ad esse aveva attribuito una delle ragioni (non l’ultima) della sua caduta in disgrazia e del conseguente “licenziamento” disposto dal sindaco.

Il documento diffuso ieri da Forza Italia, però, va molto al di là: esamina nel dettaglio le riserve avanzate dai revisori dei conti nello scorso luglio (e tranquillamente ignorate nell’approvazione definitiva del bilancio di previsione), circostanzia la natura delle falle del documento contabile (il ricorso alle anticipazioni di cassa e all’utilizzazione di somme vincolate per la spesa corrente), ne illustra la scarsa attendibilità in diversi punti, ne denuncia l’irrealistica stima di alcune entrate, insomma offre un quadro che porta a uno sbocco obbligato. Il comune di Alatri – conclude più o meno Forza Italia – non è sull’orlo del dissesto, come finora si è detto, ma è già in pieno dissesto, anche se la cinica operazione dell’attuale maggioranza – possiamo aggiungere noi, se le cose stanno così – sarebbe quella di procrastinarne l’evidenza per non dover presentare il conto già a conclusione di questo mandato amministrativo. Per il futuro, forse, si spera in qualche mano santa che trovi una soluzione che al momento non è ancora apparsa all’orizzonte.

Aspettiamo, dunque, notizie dal comune. Ma intanto alcune considerazioni d’ordine politico possono essere mosse, tanto (e soprattutto) nei confronti della maggioranza, quanto (e non si tratta di dettagli) nei confronti della minoranza che oggi solleva il tema.

Per quanto riguarda la maggioranza, la questione più grave alla quale è chiamata a rispondere è l’uso davvero spregiudicato delle somme vincolate (ben al di là della flessibilità permessa dalla legge), quelle cioè inviate al comune per una certa finalità e dirottate, invece, verso altri usi. Spiccano, nel novero, i finanziamenti destinati ai servizi sociali del distretto socio-sanitario, gestiti dal comune di Alatri ma di spettanza anche degli altri comuni associati che, dunque, hanno subito un danno da questa disinvolta gestione. Così come un danno hanno ricevuto e ricevono certamente le cooperative sociali a cui alcuni dei servizi sono stati assegnati e che lamentano ritardi nei pagamenti del lavoro svolto.

Le condizioni di instabilità del bilancio comunale non sono di oggi. Dipendono molto dalla stretta finanziaria cui i governi centrali (centrosinistra, centrodestra, tecnici) hanno “strangolato” gli enti locali e arrivano in eredità dalle passate amministrazioni (non a caso l’ultimo, inascoltato, assessore al bilancio della Giunta Magliocca, Remo Costantini, su questo aveva appuntato tutte le sue preoccupazioni, proponendo un riequilibro graduale), ma sono state trascurate oggi con una superficialità che fa rabbrividire. Ci sarebbe stato bisogno di politiche di bilancio serie, di una riprogrammazione delle entrate (oggi, la macchina comunale non sarebbe in grado di riscuotere quanto dovuto, almeno a quanto ha confessato recentemente lo stesso capo della segreteria del sindaco, ma senza domandarsi da chi dipenda), l’unica misura assunta nel bilancio di previsione sembra essere (lo suggerisce la disamina  di Forza Italia) quella di raddoppiare l’entrata derivante dalle multe o triplicare i proventi dagli oneri di urbanizzazione. E soprattutto sarebbe occorsa una seria riconsiderazione delle uscite, a cominciare dai mutui assunti con oneri pesanti e per finanziare interventi che in gran parte si sarebbero dovuti programmare in piani di manutenzione annuale, lasciando intera la capacità del comune di indebitarsi semmai per opere destinate non al rattoppo ma al futuro della nostra città.

Tutto questo, però, non è maturato in un attimo. Abbiamo detto che le premesse partono da lontano, ma lo stesso sviamento da una prudente gestione del bilancio, di cui sono responsabili questa giunta e questa maggioranza, ha avuto modo di manifestarsi e concretizzarsi anno dopo anno, bilancio dopo bilancio. E senza che le opposizioni presenti in consiglio, tra cui il gruppo di Forza Italia, abbiano mai denunciato, con il giusto vigore di oggi, il disastro annunciato. Per scongiurarlo, per sottoporlo al giudizio politico dei cittadini, per sollecitarne il controllo della magistratura contabile, per avvertirne i sindaci dei comuni vicini, “a loro insaputa” coinvolti (ma anche su questo si dovrà chiarire).

Il sospetto, che lo stesso documento di Forza Italia tenta di scansare in anticipo motivando il “perché non prima”, è che si sia voluto rinviare la “resa dei conti” al momento propizio. Al maturare della scadenza elettorale. Quando, però, a pagare le conseguenze non saranno né sindaco né assessori uscenti, ma l’intera città. Un gioco a perdere, insomma, che accomuna chi amministra e chi dovrebbe controllarlo e che conferma la necessità di una svolta radicale. Per far tornare finalmente i conti.

 

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