Alatri 4.0, una prospettiva non un sogno

Qualche giorno fa un giovane che segue il dibattito politico-amministrativo della nostra città ci ha chiesto notizie più approfondite su valori e programmi di Alatri In Comune. Gli abbiamo spedito il programma delle amministrative di quattro anni fa, ritenendolo una base di partenza utile per capire meglio chi siamo, cosa vogliamo e, soprattutto, se le idee di allora (idee “cantierabili”, tutte) possano essere considerate utili per la prospettiva del domani che sta arrivando.
Ci è giunta, a stretto giro di posta, una riflessione su quelle pagine programmatiche, accompagnata da alcune proposte per aggiornarle, offrendole nel contempo perchè siano di alimento al nostro discorso pubblico, al nostro discorso comune. Con l’autorizzazione dell’autore, Lorenzo Pescosolido, pubblichiamo l’intervento di seguito, augurandoci che altri, prendendone spunto, utilizzino questo spazio per dire la loro. (#discorsoincomune).

@LorenzoPescosolido
Ho letto il programma, i punti sono ampiamente condivisibili (in particolare mi trovo pienamente d’accordo con l’idea di rendere Alatri un centro cultura d’eccellenza, sono dell’idea che il rilancio della nostra società, sia a livello locale che a livello nazionale debba nascere dalla cultura, è l’unico modo per maturare coscienza civile e maturità di giudizio da parte di tutti i cittadini).
L’unica cosa che forse potrebbe essere aggiunta è un piano industriale ambizioso: siamo sul nascere dell’industria 4.0. Se ci si vuole inserire come leader in questo ambito, forse è proprio questo il periodo storico da sfruttare, a maggior ragione dopo la crisi che stiamo vivendo (gli eventi traumatici spesso accelerano i cambiamenti). Per la conformazione del territorio è difficile impiantare colossi industriali ad Alatri (e forse è un bene, visto quanto spesso l’industriale classico sia irrispettoso per l’ambiente circostante).
L’industria 4.0 è invece l’industria interconnessa alla rete, l’industria della tecnologia all’avanguardia, l’industria della prototipazione virtuale e della prototipazione rapida, l’industria della ricerca e dello sviluppo-sostenibile. E’ probabilmente l’industria fatta su misura per Alatri, la forte integrazione con la tecnologia e con internet fa sì che non siano più necessari enormi poli industriali concentrati in un unico luogo, ma rende possibile lo sviluppo di un piano industriale i cui attori possono essere anche piccoli gruppi diffusi (spesso start-up innovative o piccolissime realtà aziendali) sul territorio (inter)nazionale. Un’idea potrebbe essere quella di trasformare Alatri in un centro florido fatto di start-up altamente innovative e di piccoli imprenditori 4.0, ognuno specializzata in un determinato ambito della tecnologia.
Una piccola Silicon Valley (tra l’altro siamo proprio in una valle, la valle Ciociara) della tecnologia e della ricerca. Cosa serve? sicuramente menti brillanti (ma ne siamo pieni), collegamento diretto con l’Università e la ricerca Italiana (io e tanti altri concittadini abbiamo studiato a Tor Vergata, l’ateneo è a meno di un’ora da noi, c’è poi l’ateneo di Cassino più o meno equidistante) e, ovviamente, fondi. L’unione europea però sta stanziando fondi a sostegno degli imprenditori e start-up innovative (e a proposito sono d’accordo anche con l’idea di istituire una struttura dedicata allo studio di bandi europei), e immagino che ne investirà sempre di più sulla concentrazione di tecnologia e la ricerca per lo sviluppo sostenibile (che è il massimo driver della ricerca nella tecnologia al giorno d’oggi).
L’idea in sostanza qual è?: rendiamo Alatri un centro all’avanguardia per ricerca e concentrazione tecnologica, incentivando la nascita di start-up ad elevata concentrazione di tecnologia ed imprese 4.0; queste realtà poi potranno portare ricchezza al nostro paese in due modi:
1) lavorando con i grandi consorzi industriali nazionali (e magari internazionali) per la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie innovative e vendendogli conoscenza (il grande stabilimento industriale poco si adatta a cambi rapidi di tecnologia, cosa invece possibile alla start-up, per sua natura fortemente dinamica, o alle piccole imprese);
2) collaborando insieme, come le cellule di un unico organismo, ognuna delle quali specializzatissima in un determinato ambito della tecnologia, per produrre prodotti ad altissimo contenuto tecnologico (quindi poco replicabili dai competitors, di nuovo l’esempio della Silicon Valley è il più calzante).
Abbiamo le menti, abbiamo le Università ad un tiro di schioppo, abbiamo validissimi istituti tecnici nei nostri dintorni, abbiamo quest’occasione, possiamo provare a sfruttarla.

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