Risposta sull’incompatibilità del sindaco

Un comunicato stampa del Partito Democratico replica alla mia lettera sull’incompatibilità del sindaco per la sua professione di ingegnere nel nostro comune. Noto, innanzi tutto, che le mie doglianze sull’indebito uso dell’ufficio stampa comunale hanno avuto effetto se oggi, più propriamente, è il segretario del PD a prendere carta e penna per una risposta che, al netto di qualche baldanza di troppo, cerca di dare ragioni ed evita l’insulto. Abbiamo fatto un passo avanti e credo che non dispiacerà a nessuno se me ne attribuisco una piccola porzione di merito.

Sulla questione da me posta, il comunicato è però omissivo. Conosco la norma e io stesso ho ricordato che l’incompatibilità scatta nel momento in cui il sindaco professionista (geometra, ingegnere, architetto) non rinuncia ad esercitare la sua professione occupandosi delle pratiche che riguardano il suo comune e i suoi concittadini. Ma questo deve avvenire non per semplice dichiarazione o pronuncia verbale, ma con atti inequivocabili che comprovino che la legge non viene aggirata con marchingegni, di cui la fertile fantasia di ogni piccolo imbroglione, come si sa, è sempre pregna.

È questa la ragione per cui mi sono rivolto direttamente al sindaco e al sindaco ho chiesto di dichiarare sul suo onore di aver rinunciato a curare pratiche dei nostri concittadini, che necessariamente hanno a interferire con gli uffici comunali, sia direttamente sia per interposta persona.

Aspetto, perciò, questa solenne dichiarazione della cui sincerità sarà ciascun cittadino, sulla base della propria esperienza e conoscenza, a giudicare. E preciso che il problema riguarda non solo l’assessore all’urbanistica – come vorrebbe suggerire il segretario del locale PD – ma anche il sindaco che, come dice appunto la giurisprudenza, è titolare della delega generale e perciò anche dell’urbanistica.

Quanto, poi, a Iannarilli che, secondo il segretario del PD, farebbe da maestro alle esternazioni mie e di Cittadini (per la questione degli oneri contributivi a sindaco e assessori), rispondo per me: non condivido lo stile rumoroso dell’ex presidente della provincia essenzialmente per il motivo che spesso dietro l’urlo non resta nulla. Le questioni serie non hanno bisogno di essere urlate, ad esse però chiedo, sommessamente e ancora una volta a nome della città, che venga data una risposta, chiara, con un si e con un no, da colui al quale è stata richiesta.

Tarcisio Tarquini

Alatri, 11 aprile 2016

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