Alcune domande semplici

@TarcisioTarquini

Non è facile scrivere di questioni tutto sommato minori in questi giorni di ansia e angoscia. Ma se è vero che l’unica risposta, destinata ad essere risolutiva, a chi vuole terrorizzarci è quella di tornare in fretta alla propria normalità, nella quale risiede la sostanza della democrazia, anche questo post ha un suo senso, così come ne ha il tornare a focalizzare la nostra attenzione su quello che ci è più vicino e rappresenta quella porzione di mondo che spetta a noi, e a noi soli, di migliorare.

La nostra iniziativa politica e amministrativa, la costituzione del nostro Movimento “ALATRI IN COMUNE”, ha suscitato curiosità e interesse. Lo riscontriamo parlando con le persone che ci avvicinano ed esprimono il loro consenso, o che magari avanzano solo richieste di informazioni maggiori, ma lo constatiamo anche dal successo che sta riscuotendo questo blog, sempre più visto, citato, rilanciato.

Insomma, la nostra iniziativa non passa inosservata. C’è però un evidente tentativo, in parte spontaneo in parte guidato da una precisa seppure quasi infantile strategia della “sottovalutazione”, di catalogare le proposte e il programma che stiamo completando con un’approfondita discussione che coinvolge molti amici e amiche, ma di cui abbiamo già dato anticipazioni in alcuni interventi pubblici, come velleitario o troppo alto per la nostra città, come a dire per i nostri concittadini.

I giornalisti, naturalmente, raccolgono questi “umori” e, ammiccando a una rassegnazione che ritengono sia l’atteggiamento prevalente in larga parte della popolazione, scrivono, o lasciano intendere, che noi di ALATRI IN COMUNE non “sfonderemo”, perché qui da noi non valgono i grandi progetti, ma conta solo la ripartizione dei lampioni nelle varie contrade e la sistemazione del pezzo di strada sotto casa: operazioni sulle quali la maggioranza che ci amministra (ma ci sarebbe da aggiungere che quella che l’ha preceduta non è stata diversa  – compreso il mutuo assunto in articulo mortis pressoché per gli stessi lavori di quelli criticati a colpi di manifesti oggi) è maestra e perciò imbattibile.

Noi pensiamo il contrario. Pensiamo, cioè, che oggi si debba puntare sui grandi progetti (non necessariamente costosi, a volte si tratta solo – solo? – di idee) se vogliamo strappare la nostra città al declino sul quale si è avviata da tempo e offrire a chi la abita una prospettiva nuova. L’installazione di lampioni e l’asfaltatura delle strade non sono né possono essere la risposta alle nostre difficoltà. Certo, anche questi interventi sono necessari, ma dovrebbero appartenere alla sfera dei provvedimenti ordinari, da finanziare con mezzi ordinari, non possono essere fatti passare per scelta strategica e soprattutto non possono essere realizzati con mezzi straordinari, come quelli attinti da un mutuo pluriennale destinato a drenare risorse oggi e, per un lungo periodo, domani.

E, del resto a chi ribadisce la priorità dei “lampioni” (sappiamo di riunioni di Giunta in cui, nel passato recente ma sembra che anche adesso funzioni pressappoco alla stessa maniera, i punti luce venivano distribuiti come un bonus assegnato a ciascun assessore), noi replichiamo con alcune domande semplici. E le rivolgiamo a chi ci legge. Conoscete un giovane che abbia lasciato Alatri per vivere in qualche altra città, in Italia e all’estero (e sono sempre di più, tutti quelli o quasi che possono farlo), il quale, sul punto di andarsene, abbia motivato la sua decisione lamentando che i lampioni della sua zona o del suo quartiere non erano sufficienti? Conoscete un genitore al quale il figlio, nel momento di lasciare casa per cercare fortuna altrove, abbia detto, protestando, che se ne stava andando perché quei dieci o cento metri di strada dietro casa non erano stati asfaltati a dovere?

Avete mai domandato a qualcuno di questi ragazzi e ragazze la ragione autentica della loro fuga? E, se lo avete chiesto, non vi hanno forse risposto di non poter rimanere in una città che non parla ai giovani, che non offre loro opportunità, che non spende le sue risorse per convincerli a restare, garantendo uno spiraglio di futuro e dando, perciò, a ciascuno di loro la possibilità vera di scegliere tra vivere qui o vivere da qualche altra parte?

E, allora, di cosa stiamo parlando ancora? Abbiamo tardato fin troppo, prima di pretendere grandi progetti, idee nuove, opere pensate per il futuro. Abbiamo per troppo tempo subito la mediocrità delle proposte e la scarsa qualità delle politiche amministrative, pensando che non si potesse alzare il tiro e alla fine contasse solamente il numero dei lampioni in più da disseminare sul territorio. Non è così. Noi non vogliamo che sia per sempre così, e abbiamo fiducia nei nostri concittadini e nella loro volontà di cancellare la disastrosa logica di chi vorrebbe  che nulla mutasse. Sarà una sorpresa per tutti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...