Il cambiamento è possibile – MariaLuisa Campoli candidata con Alatri in Comune

@MariaLusicaCampoli

aHo accettato di candidarmi con ‘Alatri in Comune’ e sostenere Tarquini sindaco, nonostante l’impegno familiare entusiasmante e insostituibile, perché, attraverso anche il mio impegno civico, le persone del mio comune possano guardare al futuro con serenità.

Il mio desiderio è di poter affermare che esiste ancora la possibilità di ripartire, di rinnovare, di cambiare nel giusto verso il mio paese, Alatri. Convinta che o lo si fa adesso, con un programma amministrativo vero, con l’ambizione di dare ruolo più ampio alla città, ai cittadini e di tutela della famiglia, oppure, le/i giovani della mia età, non avranno altre occasioni di rilancio economico e sociale. La crisi, che da otto anni sta stravolgendo le nostre più consolidate certezze, ha prodotto una rivoluzione sociale e oggi non permette nuovi passi falsi, l’amministrazione comunale diventa cruciale per ogni cittadino di Alatri che abbia un’idea per fare. Servono, però, sindaco e amministratori competenti per dare una svolta e in grado di valorizzare le immense risorse culturali, sociali e propositive degli alatrensi.

Anche se viviamo in un momento storico e sociale difficile, sono ottimista di natura e sento che servono idee chiare nella politica cittadina, perché il futuro possa essere ancora migliore, farlo diventare migliore per noi, ma soprattutto per i nostri figli.

Bisogna però scegliere di riedificare e cambiare la politica, non serve una campagna elettorale dove prevalgano le polemiche, gli scontri, gli opportunismi. Bisogna capire e far capire che non basta un po’ di cipria, gridare più forte per nascondere le rughe dei tanti tuttologi che, nonostante siano stati fallimentari nel loro amministrare la cosa pubblica, si ripropongono con la stessa testardaggine, con la stessa deriva autodistruttiva che ci tiene legati a una visione cittadina obsoleta, oggi non più sopportabile perché i costi li stiamo già pagando tutti noi. Sia costi materiali, si veda vicenda ACEA, che costi immateriali, come i tanti giovani scoraggiati che progettano di emigrare e i tanti imprenditori che non credono più allo sviluppo territoriale.

Ho accettato nella consapevolezza che ci sia molto da fare. Ho la convinzione che sia necessario impegnarsi nello sforzo di invertire la tendenza al disimpegno, alla delusione, all’astensionismo, al progressivo allontanamento dalla politica, supponendo “tanto si è tutti uguali”. Il problema vero di oggi è superare e vincere il diffuso senso di smarrimento collettivo. Vincere la sensazione che la crisi economica e della politica abbia travolto tutto e tutti. Credere che un rinnovamento e una ripartenza siano possibili. Credere che le idee per una nuova speranza siano ancora realizzabili.

Mi rendo conto che è come proporre una politica di pace in tempo di guerra, ma non ci sono alternative all’impegno diretto e personale. Bisogna rendersi conto che subendo percorsi non partecipativi, non conditi dalla proposizione critica e dal coinvolgimento attivo si firmano pericolose cambiali in bianco. Bisogna armarsi della consapevolezza che è possibile ricostruire anche con una politica mite, fatta fuori dal clamore e dal rumore della polemica. Una politica fatta di gesti semplici e di buon senso. Fatta di rispetto, ma anche di decisioni convinte. Fatta per un sereno futuro per tutti e non solo per pochi privilegiati.

Non chiedo un consenso su dei programmi pieni di promesse mirabolanti. Sarebbe troppo elettoralistico. Lo chiedo su quello che silenziosamente, quasi con umiltà, “Alatri in Comune” e il Candidato sindaco Tarquini, da mesi impegnati sulle cose fattibili, dimostrano che una via per l’amministrazione locale, per affrontare i tanti problemi di cittadini e imprese, c’è, ed è percorribile, ma non basta, serve che oltre a noi di ‘Alatri in comune’, anche i cittadini tutti scelgano. Sì, perché tutti abbiamo la capacità di scegliere, di poter diventare un segno di speranza, un segno di quel rinnovamento della politica che è tanto necessario. Quel rinnovamento che, oramai, è diventato indispensabile.

Io ci sono per questo e vorrei che nessuna persona di Alatri accetti passivamente ciò che decidono gli altri! Non voglio che si rinunci a incidere sul proprio futuro! Voglio si prenda coscienza del cambiamento che ci vuole, ma serve che la mia città sia amministrata da un sindaco e da un gruppo di persone in grado di cogliere le opportunità per farci ripartire.

Abbiamo con Tarquini sindaco, l’onestà culturale, le competenze e un progetto di fattibilità per passare dalle parole ai fatti. Credici.

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