Sotto silenzio. La prima assunzione dell’ASI di De Angelis.

@TarcisioTarquini

La notizia è uscita su un quotidiano, L’Inchiesta, lo scorso 17 dicembre e, forse per l’atmosfera prenatalizia, non ha suscitato l’interesse che avrebbe meritato. Il giornale, proprio una settimana prima della conclusione del lungo periodo dell’Avvento che precede il Natale, ha informato, infatti, i suoi lettori che la prima assunzione dell’era di Francesco De Angelis come presidente del Consorzio dell’Area industriale è toccata all’attuale sindaco di Giuliano di Roma, Adriano Lampezzi, commercialista con consolidata carriera in enti pubblici e parapubblici. E fino al giorno prima – dice l’articolo – responsabile della segreteria del consigliere Regionale Mauro Buschini, un incarico dal quale il menzionato commercialista si sarebbe dimesso con tempismo perfetto, in maniera tale da trovarsi pronto alla quasi concomitante chiamata presso l’ente consortile.

“L’Inchiesta” si interroga sull’opportunità di questa assunzione, a contratto a tempo indeterminato e con stipendio del tutto commisurato alla presumibile delicatezza del ruolo, ma i suoi interrogativi sono rimasti senza risposta. E, invece, una risposta la meriterebbero. Anzi, vorrei dire meglio: meriterebbero un’iniziativa di chiarimento, certo sulle procedure adottate (per esempio: è stato pubblicato, sul sito o perfino in qualche sgabuzzino del Consorzio, un avviso che desse modo ai professionisti interessati, magari più giovani e meno in carriera del nominato, di presentare le loro candidature?), ma soprattutto sulla tollerabilità, oggi e in questo momento storico, di assegnazioni di posti “parapubblici” (il Consorzio è un ente economico di diritto pubblico) con procedure meno che cristalline, spesso solo formalmente ossequiose della legge (tipo affrettate richieste di curricula) che, come sappiamo, impone sempre la scelta del migliore, non quella del più fedele o del più obbediente.

Il sito del Consorzio non offre informazioni in più, su questo come su altri argomenti. L’elenco delle delibere assunte dal Consiglio di amministrazione, che lo Statuto definisce competente in materia di assunzioni, si ferma alla fine di luglio dell’anno passato.

Quel che più ci importa di sottolineare in questo momento è il dato politico dell’intera vicenda. Uguale a tante altre già avvenute a Frosinone (e talune di esse sono al vaglio della magistratura), ma non per questo meno significativa. E il dato politico è che, nonostante la grande richiesta di trasparenza, probità, imparzialità, che tutti i cittadini reclamano da chi esercita compiti pubblici, le risposte di costoro (o di molti di loro) continuano ad essere opache, viziate da tornaconto di gruppo, tutt’altro che imparziali.

Il Consorzio ASI è, come si ricordava prima, costituito da un nutrito gruppo di comuni del frusinate. Sono loro gli azionisti, e dovrebbero essere loro i primi controllori della qualità della gestione che gli organi esecutivi attuano. Il comune di Alatri fa parte del novero. Il caso dell’assunzione natalizia  è noto a chi lo rappresenta nell’assemblea consortile? E questo rappresentante non ha trovato e non trova nulla da dire in merito? Il sindaco del nostro comune non ha nulla da chiedergli? Nulla hanno da obiettare i nostri consiglieri comunali di maggioranza e opposizione su ciò che avviene dentro le mura del Consorzio ma coinvolge la nostra amministrazione in quanto soggetto “azionista”?

Eppure il sindaco di Alatri, i consiglieri del nostro comune avrebbero il diritto e, se non lo sentono come tale, il dovere di adoperarsi perché non permanga neppure l’ombra di rigurgiti di familismo amorale, trasferito dalla famiglia alla cerchia dei sodali di gruppo o partito, su decisioni prese da enti che dovrebbero essere sottoposti alla loro vigilanza. E ciò nell’interesse pubblico, nell’interesse della città e dei tanti nostri giovani professionisti di valore che cercano opportunità di lavoro e, al contrario dei protetti delle tante “famiglie” (politiche, lobbistiche, economiche) che soffocano la nostra società,  restano sempre tagliati fuori da tutto.

Si dice spesso – e come non essere d’accordo? – che il problema fondamentale della nostra vita pubblica consiste nel tentativo di recuperare, o ricostruire, la fiducia del cittadino nella politica e nei suoi esponenti. Una volta tanto prendiamo sul serio quanto affermiamo.

Allora, chiediamo al sindaco Morini, al Consiglio comunale, ai singoli consiglieri comunali di Alatri, in nome del decoro del nostro comune e della tutela delle legittime aspettative dei suoi cittadini, di censurare l’atto compiuto dal presidente dell’ASI, di chiedergliene la ragione e l’opportunità e di proporre, tramite chi rappresenta la città nell’assemblea consortile, l’obbligo di reclutare il personale con regolari concorsi pubblici. Ai quali tutti, debitamente informati, possano prendere parte, provando, nella competizione delle capacità, il loro valore. Sempre nell’articolo dell’Inchiesta si avverte che il Consorzio effettuerà presto altre assunzioni. Per quali mansioni? Con quali criteri? Chi deve domandare, domandi. Chi deve rispondere, risponda. Chi deve controllare, controlli.

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