Insoddisfatti e decisi

Il titolo di questo post è quello che il settimanale free press della provincia di Frosinone Per Te Week ha messo in capo alla mia intervista sui progetti riguardanti le comunali di Alatri, uscita nel numero in distribuzione da giovedì 5 discorso in comune oknovembre. La riproponiamo, ringraziando il direttore del giornale che è riuscito a sintetizzare tanto efficacemente non tanto un semplice stato d’animo quanto la motivazione di fondo che ha fatto nascere la nostra iniziativa. (T.T.)

@Perteweek

In campo per le comunali. Perché e con chi?

È un’iniziativa che sto condividendo con un bel gruppo di persone che, come me, sono insoddisfatte di quello che ha espresso  l’amministrazione della nostra città e che perciò ritengono che oggi siano necessari un impegno diretto, la partecipazione di tutti, una nuova visione che, cogliendo le potenzialità di Alatri e del suo territorio, ne delinei il percorso futuro. Lavoriamo per oggi, ma con la testa rivolta al domani, alle nuove generazioni rispetto alle quali la mia non ha ancora onorato il suo dovere. Abbiamo idee, entusiasmo, competenze, creatività e anche esperienze, che vogliamo spendere per un progetto comune. In giro non si sente fiducia nel futuro, ma in molti non c’è semplicemente la capacità di guardarlo. Se manca questo, viene meno il propellente per cambiare le cose. Ed invece dobbiamo cambiarle, il nostro impegno è all’insegna dell’ottimismo.

 Casa in comune è il nome del primo post del blog “discorsoincomune”, sarà anche il nome di una lista civica?

È un’idea, ottima perché sintetizza tante delle cose che vogliamo affermare. Ma non siamo ancora al punto di scegliere il nome che sarà il risultato dell’identità e del programma che stiamo costruendo insieme. Veniamo da storie politiche, professionali, civili diverse e perciò questo momento di analisi e di ricerca è importante; una volta i partiti svolgevano una funzione pedagogica, erano in grado di arricchire le persone dando loro un’identità, il senso di un’appartenenza collettiva. Non è più così, adesso sono le persone, le loro qualità e serietà, a stare in primo piano e quindi non si deve dare nulla per scontato.

Sei, tradizionalmente, un uomo di sinistra; a quale sinistra ti riferisci oggi, quando regna una notevole confusione?

Sono socialista oggi come lo sono stato ieri, ma come diceva di se stesso Ignazio Silone “un socialista senza partito”, che cerca nella vita pubblica di lottare per gli ideali sempre nuovi di una tradizione i cui valori appartengono a tutti. Ho sempre pensato la politica come studio e azione, sento come maestro Riccardo Lombardi, un nome che forse ai giovani di oggi dice poco ma che amerebbero, se lo conoscessero, come amano Pertini che, invece, per fortuna conoscono.

Chi è l’avversario da battere?

Non uno solo, molti. Tutti quelli che a livello amministrativo e politico hanno segnato la vita di Alatri negli ultimi anni. Penso che se oggi siamo al punto in cui ci troviamo si debba a una clamorosa insufficienza dei gruppi di diversi colori politici che hanno avuto nelle mani le redini dell’amministrazione. Ci sarà, per restare al caso più drammatico, un’origine, una causa dello sfacelo della nostra sanità, o è tutta colpa della manager ultima arrivata? E si continua a sbagliare, cambiando il nome alle cose – un ospedale diventa casa della salute, un reparto di ostetricia diventa casa del parto – per nascondere la brutalità sociale del ridimensionamento del nostro ospedale. E senza dirci quale è il nuovo modello di sanità che avremo, quali investimenti saranno necessari e disponibili per realizzarlo, quale prevenzione faremo. Si vengono a vantare i risparmi finora fatti, come se la salute delle persone fosse riducibile solo ai conti di un’azienda, gestita male e saccheggiata dagli stessi che vorrebbero proporsi ora come salvatori. Anche qui senza visione, senza prospettiva di futuro.

Efficienza e trasparenza, come scrivi sul tuo blog, non sono slogan elettorali ma come slogan funzionano benissimo. Ritieni che il comune di Alatri sia inefficiente e opaco nella gestione?

Lo scrive Luciano Bellincampi in un suo post sull’indispensabile riforma della macchina amministrativa. Inefficienza  e opacità sono due facce della stessa medaglia. Nel nostro comune non c’è abitudine e cultura della rendicontazione, si fanno le cose ma risultati, effetti, valore non si conoscono, non vengono analizzati, questa è la radice dell’inefficienza e dell’opacità. Se non si rende conto ai cittadini, con procedure chiare ed esplicite, la stessa efficacia amministrativa ne risente e ogni arbitrarietà è possibile. Pensiamo alla tassazione comunale, elevata ad Alatri come altrove, e la cui destinazione è gestita con operazioni discutibili, del tipo di questo mega mutuo per le strade assunto in evidente chiave pre-elettorale. Ma c’è un modo per sconfiggere queste cattive abitudini, creare processi di partecipazione  con procedure ben definite.  A Milano, Parigi, Torino, e in tanti altri comuni più piccoli, quote del bilancio comunale vengono attribuite alla deliberazione diretta dei cittadini, che poi ne controllano l’attuazione. Lo faremo anche noi,  la fiducia nelle istituzioni torna così.

Ci sono state battute polemiche su lei e Luciano Bellincampi, dipinti come dinosauri della prima repubblica…

Si, l’ha detto e fatto dire qualcuno che governa la città, con questi risultati, da più del quadruplo o quintuplo di anni rispetto ai miei due da vicesindaco, vissuti peraltro oltre venti anni fa e unanimemente apprezzati. Lo stesso vale per Luciano che aveva nella sua giunta esponenti in auge ancora oggi. No, questo del nuovismo non è un buon argomento, mai e in questo caso meno che mai. Penso, poi, che sia stupido guardare all’età delle persone, servono giovani e meno giovani purché possano contribuire con serietà e onestà a migliorare le cose.

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